17/3/42

 

Carissimi,

                      finalmente ho ricevuto la posta,
in tutto, tra la vostra e altra, circa
50 lettere, non c’è male vero?

Ho pure ricevuto un altro pacco con la
lampadina a dinamo che va proprio bene.

Dalle vostre lettere apprendo che mi avete
spedito pure i guanti di pelle e poi
un altro pacco con agendina e colla;
questo due pacchi non li ho ancora ricevuti,
spero mi giungano presto.

Porta non è ancora giunto qui, ho
fretta che giunga per sentire qualche cosa
di voi.

Ho ricevuto una cartolina di Ginetto
da Alessandria. Speriamo che si abitui
presto alla nuova vita altrimenti sono
guai.

La mia salute è sempre ottima, come
spero la vostra.
Salutate tutti i miei amici.

A voi tanti saluti, a papà
i miei auguri per il suo onomastico,

giungeranno un po’ in ritardo ma
pazienza.

Tanti bacioni.

 

Nino

 

 

 

Qui è veramente difficile sapere dove ci troviamo. E’ ipotizzabile che si proceda verso il nord e quindi ci si trovi in quelle zone che sono descritte nelle cartine topografiche che ho trovato nella scatola, e cioè verso Isjum, intorno ai 150 chilometri a nord di Stalino.

Finalmente sono arrivati i guanti di pelle, anche se ormai siamo alle soglie della primavera; peraltro i testi storici parlano ancora di nevicate.

In questa lettera si parla di un certo Ginetto, che era il figlio di uno zio di mio padre. Arruolato in quei giorni, fu inviato dopo poco tempo in Russia e lì se ne persero le tracce. Disperso. Una sua cartolina postale, trovata nella scatola, non riporta il luogo, ma un generico “dalla lontana Russia”. Però la data del 22/6/1942 con timbro P. M. 102, in uso all’Intendenza Italiana, in quei giorni era assegnato alla sezione di Kharkow, luogo di radunata dei convogli di truppe provenienti dall’Italia. Possiamo dare quasi per certo che Ginetto vi fosse appena arrivato quando scrisse la cartolina.