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I RECENTI RESTAURI

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Testo estratto dal libro
Don Gianni Sala - Le chiese di Sondalo - Sondalo 1998

 

A questo punto la storia di s. Marta la conosciamo tutti. Fu usata per un po' di tempo come salone per il teatro, poi fu addirittura ceduta come magazzino.

Il Vangelo però dice che di fronte a certe profanazioni le pietre stesse si ribellano e gridano, e così devono aver fatto anche le pietre di s. Marta... . Il loro grido fu accolto dall'associazione Amici della Musica che videro in s. Marta la sala ideale per le loro manifestazioni. Essi, incoraggiati soprattutto dal camilliano padre Bonaventura Businaro e dal prevosto don Pini interessarono la Soprintendenza ai monumenti della Lombardia (38) e tanto fecero e scrissero che quella intervenne e curò i restauri a proprie spese.
I lavori preliminari, come la bonifica del tetto, il rifacimento del pavimento, la saldatura delle crepe e il consolidamento degli intonaci furono curati dalla parrocchia, che ebbe però, già dal 1965, un contributo sostanziale dalla locale Azienda di Cura.

Nel rifare il pavimento si ebbe l'accortezza di predisporre i cunicoli per l'eventuale installamento dell'aria calda e, all'esterno, si ricavò la cabina per il generatore.

Verso la fine di agosto del '67 iniziò la parte più importante e delicata dei lavori cioè il restauro degli affreschi del Giovannino.

Il compito veramente delicato e difficile fu affidato al pittore e restauratore bergamasco Giuseppe Arrigoni, il quale operò sempre sotto la direzione della dottoressa Stella Matalon.

Dopo aver provveduto anzitutto allo strappo degli affreschi del '700, il restauratore, con pazienza certosina, dovette togliere le muffe e gli scialbi, stuccare i guasti ed integrare con tìnte neutre le lacune maggiori. Questi lavori richiesero circa tre anni, e poterono dirsi ultimati solo nel '70. Da allora s. Marta sembrò rivivere e lo si può ripetere senza pericolo di essere tacciati di campanilismo divenne uno dei monumenti più interessanti e più apprezzati di tutta la Valtellina.

Per renderla accessibile ai visitatori, durante l'estate '71, la parrocchia volle che almeno nei giorni estivi la chiesa restasse aperta e un gruppo di ragazze volonterose si prestarono a fare da guide.

Nell'estate del '75, resa agibile la sagrestia, si cominciò a celebrarvi regolarmente la messa vespertina prefestiva nei mesi di luglio ed agosto e, poiché i sondalini, partecipandovi numerosi, dimostrarono di gradire l'iniziativa, la cosa fu ripetuta anche negli anni successivi.

Nel 1977, poi, l'amministrazione comunale provvide all'allargamente della strada di accesso alla casa della vicinanza e alla relativa illuminazione e ciò giovò moltissimo alla valorizzazione della chiesa, non solo perché ne facilitò l'accesso, ma anche e soprattutto perché contribuì ad eliminare il danno terribile dell'umidità.

Del '77 è anche la nuova finestra del presbiterio eseguita a regola d'arte dallo studio artistico G. Ginelli di Crema.

È poi stata la volta dell'impianto di illuminazione. Realizzato sotto la consulenza dell'ardi. Benetti di Sondrio, consente di ammirare gli affreschi in tutti i loro particolari e di poter utilizzare la chiesa in qualsiasi momento.

Da ultimo si è provveduto al rifacimento completo del manto della copertura, al drenaggio e alla nuova pavimentazione in granito locale.

Si può dire così che s. Marta ha ripreso a vivere.

 

 

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Ferruccio C. Ferrazza
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ISSN 2284-3620

Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2016