Da “SAPERE” – Ulrico Hoepli Editore
Anno IV - Volume VIII - n. 92
31 ottobre 1938 - XVII

 

LA MOTORIZZAZIONE DELLA BICICLETTA
di E. Caporali

 

 

 

Da quando la motocicletta è entrata nel novero dei veicoli pratici, si è subito pensato alla possibilità di costruire piccoli motori applicabili alle normali biciclette, sia per accontentare le esigenze di coloro che chiedevano solo di poter "non pedalare", disposti a rinunciare alla velocità, sia per consentire, con modica spesa, di poter mettere assieme una bicicletta a motore utilizzando la bicicletta già posseduta.

Tentativi di risoluzione pratica sono stati fatti ovunque, soprattutto nell'immediato dopoguerra, benché il problema presentasse molte difficoltà. Si trattava infatti di costruire un motorino che sviluppasse la necessaria potenza, ma che nel contempo fosse il più leggero possibile. D'altro lato occorreva trasmettere alla bicicletta il minimo possibile di sollecitazioni, data la fragilità del telaio e la piccola sezione delle gomme. Per queste ragioni i molti esemplari di motorini ausiliari messi in commercio per l'applicazione alle biciclette non ebbero mai troppo fortuna, anche perché la tecnica costruttiva impediva l'ottenimento delle doti di resistenza in esemplari così piccoli.

Col passare del tempo molti progressi sono stati realizzati nel campo costruttivo. Da un lato le biciclette, sia pure senza aumentare di peso, hanno guadagnato in robustezza, mentre nello stesso tempo si sono fatte più adatte ad accogliere un motorino ausiliario grazie all' adozione, oggi generale delle gomme ballon, a sezione confortevole. Dall'altro lato i perfezionamenti della tecnica hanno permesso a qualche grande stabilimento attrezzatissimo, di giungere in grado di costruire un motorino che nonostante le ridotte dimensioni, fosse in grado di dare un servizio pratico e duraturo. La più brillante (e anche più recente) soluzione al problema della motorizzazione della bicicletta è stata data da una casa tedesca, che produce da tempo un ben noto mozzo posteriore per bicicletta, con freno contropedale. Il motorino in questione, applicabile a tutte le biciclette, si chiama appunto "mozzo Torpedo motorizzato", in quanto tutto il complesso motore fa appunto parte del mozzo e si applica alle normali biciclette semplicemente sostituendo la ruota. Questo motorino (che assai di recente è stato messo in commercio in Germania col nome di Saxonette e che ci consta sia ora importato anche in Italia) evita il più grave degli inconvenienti lamentati in precedenza, cioè le sollecitazioni al telaio con conseguenti rotture. Nel caso della ruota motrice Saxonette questi inconvenienti sono pienamente evitati.

 

 

Riassumiamo ora i dati tecnici. La Saxonette è un piccolo motore a due tempi d'una cilindrata di 60 cc con l'alesaggio di 45 mm e la corsa di 38. Il suo nucleo è costituito dal mozzo a ruota libera e freno contropedale. Il rapporto di compressione è di 1:6. Il motorino sviluppa una potenza di 1,2 HP e può raggiungere in piano una velocità di 28 km all'ora, mentre in salita può superare pendenze sino al 7%. La lubrificazione avviene automaticamente a miscela e il consumo si aggira da litri 1,5 a 1,8 ogni 100 km. Il motore (inutile dire che esso è fisso) è sospeso all'asse del mozzo e la reazione del gruppo motore viene assorbita da due molle (brevetto Hartmann); perciò nessuna vibrazione viene trasmessa alla bicicletta.

L'intero blocco è circondato da un tamburo traforato di lamiera d'acciaio, munito di alette di raffreddamento che convogliano l'aria al cilindro, che è ottenuto in fusione d'alluminio e camiciaio internamente in ghisa. Fra motore e mozzo è intercalata una frizione a dischi metallici che lavorano nel grasso. Grazie a questa frizione è possibile accentuare i rallentamenti e fermarsi (cose spesso necessarie nel traffico cittadino) senza spegnere il motore. Del resto la messa in moto è facilissima, bastando pedalare fino a che il motore si è avviato e ha preso il regime normale. Per facilitare l'avviamento c'è una piccola pompetta da azionare a mano prima della partenza; quest'ultima ha un uso limitato quasi esclusivamente nella stagione fredda. L'accensione è ottenuta mediante un volano magnetico che produce anche la corrente per l'illuminazione anteriore e posteriore (6-8 volt - 5 watts).

La riuscita di -questo motorino (i cui primi esemplari hanno già dimostrato capacità di rendimento e durata sorprendenti) non è solo frutto dell'originale e pratica concezione, ma soprattutto della possibilità che ha la casa costruttrice di usare materiali e procedimenti ottimi. È inoltre da tener presente che, pur essendo montabile su tutte le biciclette munite di ruote ballon (mediante sostituzione della ruota; la Saxonette pesa circa 12 kg), è bene che la bicicletta abbia una certa robustezza superiore a quella ordinaria e che sia integrata di un freno ad espansione alla ruota anteriore.